Il progetto
Questo progetto intende mettere in luce ed esplorare una visione della natura, e del rapporto tra essa e l’uomo, per molti versi totalmente alternativa a quella della natura come macchina al servizio dell’uomo, visione che trova ampia diffusione nella cultura europea dal XV agli inizi del XVII secolo: l’idea della natura come organismo vivente, composto di parti interdipendenti pervase da un insieme di principi e forze che l’uomo non intende, né può, sottomettere, ma con cui, attraverso una serie di saperi e di operazioni, può entrare in un proficuo rapporto di consonanza.
Scopo del progetto è dunque condurre un esame sistematico di testimonianze sia scritte, con particolare riferimento ai testi filosofici, che figurate — dipinti, sculture, miniature, incisioni — adottando come chiave di lettura l’antica e diffusa associazione tra natura e donna.
Verranno in questo senso analizzate le molteplici declinazioni che l’associazione tra natura e sfera femminile assume in età rinascimentale, con particolare riferimento alle descrizioni della natura come mater/parens, matrigna e maga, definizioni spesso ispirate dalla rinnovata circolazione delle dottrine filosofiche dell’antichità e riconducibili, a vario titolo, all’idea di una natura riconosciuta, e in un certo senso “riverita”, nella sua potenza soverchiante e ambivalente, ora generatrice ora distruttrice, ma mai soggiogabile da parte dell’uomo.
L’uomo può contemplarla e, al limite, intercettarne i ritmi e le leggi, instaurando un rapporto che assume le forme del rispetto, del dialogo e, talvolta, della venerazione.
